– Ripopolamento borghi, cultura, turismo e natura –
APS Comunità Benedict ETS
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Ci occupiamo di borghi, di villaggi mediterranei, di sole, musica, enogastronomia, architettura vernacolare, economia circolare e promozione delle COLTURE, della CULTURA e del reinsediamento di FAMIGLIE nei paesi in via di spopolamento. Pensiamo che le famiglie ed i lavoratori da re-insediare nei borghi antichi, con il loro codice etico, religioso e simbolico contribuiscano a rendere coeso e a rigenerare il mondo dei villaggi mediterranei, contrastando così il fenomeno dell’abbandono dei borghi e l’indebolimento di tutta la struttura societaria, produttiva ed urbana dal Nord al Sud d’Italia, seguendo il grande modello delle comunità sorte intorno a Cassiodoro, San Basilio, San Benedetto e San Domenico. E inoltre, rispettando tempi e luoghi dei vecchi insediamenti, ma ponendo di nuovo in una connessione “trascendente” il vecchio con il nuovo, le intelligenze ed i cuori di oggi con la tradizione di ieri…
– Ogni età e intelligenza dev’essere trattata in modo adeguato. (S. Benedetto da Norcia)
[2] Vivrai del lavoro delle tue mani, sarai felice e godrai d’ogni bene.
[3] La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno alla tua mensa.
Salmo 128
Jonadi è sicuramente il borgo calabrese che maggiormente sfida lo spopolamento partendo dai giovani e dall’Europa
Nell’entroterra calabrese lo spopolamento è spesso raccontato come un destino già scritto. Interi paesi si svuotano lentamente, la popolazione invecchia, i servizi essenziali scompaiono e, insieme alle case abbandonate o chiuse, si perde anche una parte fondamentale dell’identità collettiva: tradizioni, relazioni, memoria. Ma non ovunque questa traiettoria è accettata come inevitabile.
A Jonadi, comune di circa 4.700 abitanti in provincia di Vibo Valentia, I privati e l’amministrazione hanno deciso di provare a invertire la rotta, puntando su una strategia che mette al centro le persone, in particolare i giovani, le loro nuove famiglie, le loro attività di lavoro e studio, naturalmente la cura dei figli, e l’apertura verso l’esterno, inteso comemondo allargato dell’università nazionale e internazionale. Un esperimento del tutto pratico, ma rivelatosi di successo, che coinvolge il borgo, ma anche la frazione rurale di Nao, un mini-borgo collegato che, per posizione e caratteristiche logistiche, ha sofferto più di altri il rischio di abbandono.
Il borgo di Jonadi, centro storico
Proprio a Nao, nel 2026, è stato varato ed è attualmente in corso un progetto Erasmus che ospita venti giovani tra i 18 e i 30 anni provenienti da Portogallo, Ungheria e Bulgaria. Non si tratta però del classico modello di accoglienza. Qui non ci sono hotel o bed & breakfast:i partecipanti vivono nelle case disabitate del borgo,recuperate grazie a un lavoro di co-progettazione tra Comune e associazioni locali.
I ragazzi abitano il paese, lo attraversano, lo trasformano. Partecipano a laboratori artistici e civici, momenti di vita comunitaria, attività formative.
Alcuni stanno ridando colore a spazi pubblici, piantano fiori, rimettono mano a muri e piazze; altri seguono percorsi di formazione su temi attuali come l’intelligenza artificiale e l’innovazione sociale. Il borgo, da luogo marginale, diventa così spazio di sperimentazione.
Jonadi, un antico stile di vita
«Abbiamo scelto di tentare qualcosa di diverso per rendere questo luogo attrattivo», spiega il sindaco di Jonadi, Fabio Signoretta, 29 anni. «Lo abbiamo chiamato “strategia del borgo Erasmus”: un’ospitalità diffusa, ciclica, capace di accogliere persone anche da altri Paesi e di attivare processi continui, non eventi isolati».
Il progetto non è rivolto a studenti universitari, ma a giovani che arrivano da percorsi post-diploma, spesso senza un’occupazione stabile. L’esperienza Erasmus diventa così uno strumento di orientamento e crescita personale. «È un’occasione per mettersi alla prova, per acquisire competenze e, soprattutto, per costruire consapevolezza. Vivere un’esperienza all’estero – anche in un piccolo borgo – forma il carattere e aiuta a immaginare il proprio futuro», sottolinea il sindaco.
All’interno del programma europeo STAY – Strengthening Towns through Active Youth, anche i giovani di Jonadi hanno la possibilità di partire. Alcuni lo hanno già fatto nei mesi scorsi e oggi sono tornati come facilitatori del progetto, diventando protagonisti attivi del cambiamento del loro territorio.
I risultati si riflettono anche nei dati demografici. Jonadi è uno dei pochi comuni calabresi a registrare un incremento costante della popolazione e si colloca tra i comuni più giovani d’Italia per età media. Un trend positivo che dura da circa quindici anni e che l’attuale amministrazione ha rafforzato attraverso politiche strutturali a favore delle famiglie: dal bonus “Acqua Bene Comune”, che restituisce il costo del servizio idrico alle famiglie con redditi più bassi, ai voucher comunali per la copertura totale delle spese degli asili nido, anche privati.
Immagini da un borgo
«Per contrastare davvero lo spopolamento servono tre azioni simultanee», spiega Signoretta. «Restare, tornare e arrivare. Restare e tornare non bastano più, perché il calo delle nascite è troppo forte. Dobbiamo anche imparare ad accogliere chi arriva da fuori e potrebbe scegliere di vivere qui».
È in questa visione che si inserisce anche “Torno Giù – l’agorà di chi ritorna”, l’evento annuale promosso dall’assessora alle politiche giovanili Valentina Fusca, uno spazio pubblico di confronto tra chi è tornato, chi non tornerebbe e chi amministra. Un luogo di ascolto che spesso si traduce in progetti concreti.
Una visione che si scontra con alcune analisi istituzionali, come quelle contenute nel Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne, che per alcuni territori parla apertamente di accompagnamento verso uno spopolamento irreversibile. «Leggere quei documenti è stato doloroso», ammette Signoretta, «ma ha rafforzato la nostra voglia di dimostrare che esistono pratiche amministrative capaci di costruire alternative reali».
UN MODELLO DI RIURBANIZZAZIONE, IL RIPOPOLAMENTO GIOVANILE
Le principali cause del ripopolamento di Jonadi e della frazione di Nao possono esssere individuate come segue:
1. Investimento sul capitale umano, con politiche mirate ai giovani e alla loro partecipazione attiva nella vita del territorio.
Giovani a Jonadi (VV)
2. Apertura internazionale, grazie ai progetti Erasmus che portano nel borgo persone, competenze e nuove visioni.
3. Recupero del patrimonio abitativo inutilizzato, trasformando le case vuote in spazi di accoglienza e vita.
4. Politiche di sostegno alle famiglie, con bonus economici e servizi per la prima infanzia che favoriscono la stabilità.
5. Coinvolgimento della comunità locale, attraverso co-progettazione, eventi pubblici e momenti di confronto.
Nuovi abitanti
6. Capacità di intercettare fondi pubblici e risorse europee, utilizzate in modo strategico e continuativo.
7. Qualità della vita offerta dai piccoli centri, alternativa concreta ai costi e allo stress delle grandi città.
8. Una visione politica chiara e coerente, che rifiuta l’idea dello spopolamento come destino irreversibile.